Villa Mariniello

La storia

Villa Mariniello si sviluppa su due livelli, il piano terra è adibito ad uso commerciale con negozi e ufficio, mentre il primo piano è adibito a residenza.  

La costruzione presenta una facciata regolare, si riscontrano stucchi decorativi con motivi floreali e inferriate ornamentali che testimoniano l’intervento di un apprezzabile stile liberty novecentesco. Anche il portone d’ingresso e l’interno dell’abitazione con i vari affreschi e parati sono decorati secondo lo stile “floreale”.

 

Villa Mariniello è uno dei pochi esempi di villa-giardino presenti nel Comune di Cesa, l’estensione dell’area verde è di circa mq 6.500, in un’area compresa tra le due piazze del comune. Tale estensione, fino alla metà del XX secolo risultava essere ancora maggiore, ridotta invece dall’edificazione di unità abitative nell’area ovest del giardino. Da un’attenta analisi cartografica è possibile identificare la vasta area verde fin dal 1793, per poi ritrovarla nella Carta dei contorni di Napoli redatta tra il 1836-40 in cui sono presenti due assi perpendicolari che funzionavano da viali pedonali e quattro aree verdi adibite a giardino.

L'acquisizione

Con l’acquisizione della proprietà nel 1916 da parte del Cav. Mariniello si costruisce la nuova villa e vengono fatti diversi lavori al giardino tra cui la pavimentazione dei viali, l’inserimento di due panchine in pietra, la costruzione di una piccola cappella votiva ai confini del giardino e il cancello d’ingresso. Dalla corte della villa si accede alla grotta privata dedicata alla conservazione delle botti di vino asprinio e altre derrate alimentari deperibili.

 

Agli inizi degli anni ’50 del XX secolo cominciarono i lavori di ristrutturazione della villa: furono eliminate le colonne al primo piano, fu ampliata la fabbrica con la costruzione di altri due alloggi rispettivamente ai due lati dell’edificio, fu costruita una casa colonica all’interno del giardino, fu eliminato il lastricato dei percorsi pedonali di cui ne era rimasto solo uno e fu espropriata l’area ovest per la costruzione di nuove unità abitative. 

 

Il giardino, così, prese sempre di più le sembianze di un orto e fu ceduto in comodato d’uso ad un agricoltore locale e, a memoria dei proprietari dell’abitazione, niente è più cambiato da allora.